Rassegna "Viaggio in Giappone"

Cinema Massimo, dal 26 gennaio al 1 febbraio 2026

Il dopoguerra nel cinema giapponese attraverso gli occhi di registi meno noti in occidente, ma che hanno anticipato la nouvelle vague degli anni Sessanta. Film che hanno raccontato il Giappone negli anni bui della povertà e della disillusione, e hanno contribuito alla rinascita di un’industria cinematografica in veloce ripresa. La rassegna è organizzata da Museo Nazionale del Cinema e Istituto Giapponese di Cultura. Tutti i film della rassegna verranno proiettati in pellicola.

 

In programma:


Una tragedia giapponese (Nihon no higeki) di Kinoshita Keisuke (Giappone 1953, 115’, 35mm, b/n, vo. sit.)
Nel Giappone devastato dalla Seconda guerra mondiale una donna si sacrifica in tutti i modi possibili per poter sfamare e fornire l’educazione migliore possibile ai propri figli, arrivando anche a prostituirsi. Un film che esamina l’indebolimento della struttura familiare giapponese, abilmente costruito attraverso il montaggio incrociato delle storie e l’efficace ricorso al flashback.

Lunedì 26 gennaio, ore 16:00 - Domenica 1 febbraio, ore 20:45

 

L’isola nuda (Hadaka no shima) di Shindo Kaneto (Giappone 1960, 95’, 16mm, b/n, v.o. sott. it.)
In una minuscola isola giapponese dell’arcipelago di Setonaikai, un’intera famiglia vive lottando quotidianamente con la natura. Quando uno dei figli muore per mancanza di cure adeguate, la madre ha un moto di ribellione, ma ben presto tutto rientra nella normalità. L’assenza di dialoghi conferisce un carattere astratto, quasi mitologico, ai quattro personaggi e all’intera vicenda.

Lunedì 26 gennaio, ore 18:30 - Venerdì 30 gennaio, ore 20:45

 

Carmen ritorna a casa (Karumen kokyō ni kaeru) di Kinoshita Keisuke (Giappone 1951, 86’, 35mm, b/n, v.o. sott. it.)
A causa dei lavori di ristrutturazione del locale di Tokyo dove lavora, Okin, nome d’arte Lily Carmen, fa visita al suo piccolo paese natale nella provincia di Nagano. La maggior parte degli abitanti del paese è incuriosita dalla star della grande città, compreso il preside della scuola, che si sente onorato dalla presenza di un’artista così acclamata. Primo film giapponese a colori.

Martedì 27 gennaio, ore 16:00 - Venerdì 30 gennaio, ore 16:00

 

The Maid’s Kid (Jochūkko) di TazakaTomotada (Giappone 1955, 142’, 35mm, b/n, v.o. sott. it.)
Hatsu si trasferisce a Tokyo da una fattoria di campagna per lavorare come domestica nella casa della signora Kajiki. Qui si rende conto che la superiorità della vita cittadina è solo relativa. Diventa molto amica del figlio più piccolo, Katsumi, e vive esperienze che cambieranno la sua visione della vita.

Martedì 27 gennaio, ore 18:00 - Venerdì 30 gennaio, ore 18:00
 

An Inlet of Muddy Water (Nigorie) di Imai Tadashi (Giappone 1953, 130’, 16mm, b/n, v.o. sott. it.)Una donna scrive sul suo diario tre storie di cui è stata testimone o di cui ha sentito parlare, ciascuna delle quali riguarda, a sua volta, la difficile situazione di una giovane donna. Le tre storie sono ispirate a tre racconti di Ichiyo Higuchi (1872-1896), la prima scrittrice professionista giapponese e prodigio letterario che tuttavia morì in povertà all’età di 24 anni.

Lunedì 26 gennaio, ore 20:30 - Domenica 1° febbraio, ore 16:00


Lo stretto della fame (Kiga kaikyô) di Uchida Tomu (Giappone 1964, 180’, 35mm, b/n, v.o. sott. it.)Dopo una rapina, tre uomini si danno alla fuga approfittando del tifone che colpisce il braccio di mare tra due isole. Tra i corpi degli annegati vengono identificati due dei sospetti autori della rapina, mentre il terzo è ricercato come loro assassino. Costui, Takichi Inukai trova rifugio per una notte presso la giovane prostituta Yae, che lo protegge dalle indagini. Dal romanzo di Tsutomu Minakami, un film che coniuga il genere poliziesco alla riflessione sul Giappone del dopoguerra.

Mercoledì 28 gennaio, ore 16:30 - Sabato 31 gennaio, ore 15:45