“Un Rondolino fa primavera”: l’Università di Torino ricorda Gianni Rondolino con una giornata di studi
Il 19 giugno 2026, al Laboratorio MultiMediale G. Quazza di Palazzo Nuovo, una giornata dedicata all’eredità critica, pedagogica e culturale di una figura centrale in Italia della critica e della storia del cinema nel secondo Novecento
A dieci anni dalla scomparsa di Gianni Rondolino (1932–2016), l’Università degli Studi di Torino dedica allo storico e critico cinematografico una giornata di studi dal titolo “Un Rondolino fa primavera”, in programma venerdì 19 giugno 2026 al Laboratorio MultiMediale G. Quazza di Palazzo Nuovo.
Il titolo riprende, trasformandola in positivo, una scritta comparsa all’inizio degli anni Novanta ai piedi della scalinata dell'Università: “Un Rondolino non fa primavera”. Una frase anonima, ironica e affettuosa, che raccontava già allora il ruolo centrale di Rondolino per generazioni di studenti, studiosi e appassionati di cinema.
Docente di Storia e critica del cinema all’Università di Torino, Rondolino ha attraversato decenni di cultura cinematografica italiana con uno sguardo libero da gerarchie e confini: dal neorealismo all’animazione, da Rossellini a Ozu, da Tex Avery alla critica televisiva. Nella Torino dei cineclub e dei cineforum fu tra gli animatori più vivaci di un laboratorio culturale in costante movimento, da cui nacque, nel 1982 insieme ad Ansano Giannarelli, il Festival Internazionale Cinema Giovani, poi Torino Film Festival.
Autore di testi fondamentali come Storia del cinema d’animazione e Storia del cinema, Rondolino ha contribuito in modo decisivo alla formazione di studiosi, critici, cineasti e operatori culturali. Il suo metodo, fondato su ascolto, curiosità, dubbio e verifica, continua ancora oggi a rappresentare una lezione viva per chi studia e racconta le immagini.
La giornata di studi sarà articolata in cinque sessioni e riunirà interventi critici, testimonianze audiovisive, materiali d’archivio e percorsi dedicati alla sua figura. Per la prima volta verranno attraversati in modo sistematico i fondi archivistici legati a Rondolino: documenti dell’Archivio storico dell’Ateneo, corrispondenze editoriali, materiali del Centro Universitario Cinematografico e testimonianze legate alla sua attività didattica, critica e divulgativa.
Al centro del programma ci saranno il suo magistero universitario, la stagione dei cineclub torinesi, il rapporto con l’editoria — da Einaudi a UTET, Bolaffi e Lindau —, le collaborazioni con La Stampa, il lavoro per la RAI con Mille e una sera e il legame con l’Accademia delle Scienze di Torino. Una sessione sarà inoltre dedicata alla biblioteca personale di Rondolino, donata al Museo Nazionale del Cinema, preziosa testimonianza della sua geografia intellettuale e della sua instancabile passione per il cinema.
L’iniziativa proseguirà idealmente anche oltre la giornata del 19 giugno grazie a Tellingstones, la piattaforma sviluppata da Espereal Technologies, che a partire dai primi di settembre raccoglierà e renderà accessibili al pubblico testimonianze audiovisive dedicate a Rondolino. Le voci di ex allievi, colleghi, familiari, critici e cineasti daranno vita a un archivio narrativo diffuso nella città, legato ai luoghi torinesi che hanno segnato il suo percorso.
Infopratiche
Un Rondolino fa primavera
Critica, eredità e futuro del cinema: l’Ateneo torinese ricorda Gianni Rondolino
Venerdì 19 giugno 2026, ore 10.00
Laboratorio MultiMediale G. Quazza - Palazzo Nuovo, piano seminterrato
Ingresso libero.
Il programma dettagliato sarà comunicato a breve sulla pagina web: https://ereditagiannirondolino.it/